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La maggior parte dei riti simbolici ha origini antichissime e lontane (molti riti richiamano tradizioni inglesi, scozzesi, celtiche ma anche indiane) soprattutto la maggior parte dei riti simbolici viene scelta perché la coppia vuole unirsi tramite la benedizione di uno o più elementi della natura.

Esiste però un rito, molto bello e antico, che trova le sue origini nella Bibbia e in particolare nell’ antico testamento. Stiamo parlando del rito della treccia: un rito che è simbolo di unione e Alleanza con Dio. Viene consigliato soprattutto alle coppie “Cristiane” oppure miste “Cristiane e Mussulmane” perché entrambe le religioni condividono l’antico testamento.

Questo bellissimo e antichissimo rito fa riferimento ad versetto che si trova nell’ antico testamento (Ecclesiaste più in particolare libri sapienziali/libro di Qoe’let Capitolo 4 versetto 10/12). Meglio essere in due che uno solo, perché otterranno migliore compenso per la loro fatica. Infatti se cadono, l’uno rialza l’ altro. Guai invece a chi è solo: se cade, non ha nessuno che lo rialzi. Inoltre, se si dorme in due, si sta caldi; ma uno solo come fa a riscaldarsi?

Se uno è aggredito, in due possono resistere: una corda a tre capi non si rompe tanto presto. In sintesi, durante il rito, ci saranno tre corde: quella centrale rappresenta Dio e quelle gli sposi che scelgono di intrecciare la loro vita intorno a Dio, ponendo Dio al centro della loro vita, in questo modo si crea “simbolicamente” l’ unione e alla fine della treccia verrà fatto un nodo, detto anche nodo di Dio.

Come si svolge il rito di unione e cosa farà il celebrante:

La corda con tre capi dovrà essere tenuta in mano dal celebrante al momento dei voti nunziali. La corda centrale rappresenta Dio e quelle che si trovano ai lati gli sposi. Successivamente ci sarà l’azione di intrecciare le corde e di chiuderle con un nodo (Nodo di Dio). Durante la celebrazione possono essere inseriti letture bibliche che gli sposi hanno scelto in precedenza perché li rappresentano. Gli invitati possono partecipare grazie a delle preghiere collettive di benedizione per gli sposi. Le promesse vanno scelte in accordo con gli sposi e chiedendo la presenza e la benedizione di Dio nella propria vita.

Lo scambio degli anelli può essere un momento molto emozionante soprattutto se accompagnato da canzoni e preghiere.

Per chi è consigliato: Per le persone che desiderano unire le loro vite alla presenza di Dio, per coloro che non hanno altri legami in corso, per coloro che non sono mai stati sposati, per coloro che sono divorziati e sono in attesa di uno scioglimento del matrimonio cristiano, tutte le persone che hanno una grande fede ma per un discorso di coscienza lo sconsiglio vivamente a tutte quelle persone che hanno situazioni ancora in essere ( sono ancora ufficialmente e legalmente sposati con altre persone) insomma ognuno conosce la propria storia e il proprio cuore e ognuno saprà aprirlo a Dio durante la cerimonia. Dio sa leggere l’amore, la sincerità e la verità nei cuori di ognuno di noi .

Se a tutto questo rito che è già di per sé bellissimo volete dare un valore legale potete rivolgervi a Roberta d’Esposito event Planner la prima wedding planner ad aver inventato il rito simbolico con valore legale.